Avevo sette anni. Era una normale giornata estiva, una come tante. D’un tratto il cielo si fece nuvoloso e le meduse giunsero dal mare come un esercito di clandestini alla deriva. Mi armai di paletta e secchiello per riuscire catturarne il più possibile. A un certo punto un ragazzino si avvicinò alle mie spalle per chiedermi quante ne avessi catturate fino a quel momento. «Sette», risposi. «Tieni, mettici anche le mie nel secchiello», disse lui. Le travasammo con la dovuta cautela. E mentre eravamo entrambi intenti a trafficare con gli spiriti del mare, lo guardai bene: aveva due occhi stupendi e un sorriso malizioso che oserei definire eccitante. L’idea di essere fisicamente attratto da un maschietto mi procurava un certo disagio, tanto più che il suo modo di muoversi era vagamente effeminato. Cercavo di non pensarci, ma ogni volta che sfoderava quel sorriso irresistibile non potevo far altro che restare incantato a guardarlo. La giornata in spiaggia trascorse veloce e quando giunse il momento della ritirata, il pensiero che non l’avrei più rivisto mi mise addosso una certa malinconia.

Chiusi lo sportello della macchina. Mia madre si apprestava a partire e io fissavo le meduse dentro al secchiello.

«Mamma, hai presente quel bambino con cui ho giocato per tutto il giorno?»
«Quale bambino?»
«Quello con cui ho catturato queste meduse…»
«Era una bambina!»
«Un bambina…? Ma aveva i capelli corti…»
«Era una bambina coi capelli corti»
«Ah…»
«Perché, cos’è successo?»
«No, niente…» dissi tirando un sospiro di sollievo.

Gridai con tutte le mie forze. Mia madre frenò bruscamente e voltandosi vide che mi ero accidentalmente versato addosso le meduse. Che quelle ustioni sulla mia pelle fossero una sorta di rimprovero divino per aver goduto del non essere omosessuale? Ad ogni modo era talmente affascinante che qualche volta ci penso ancora.

24 pensieri su “Una giornata estiva

  1. Oggi una cosa del genere non sarebbe successa. Se a sette anni non hanno già una quarta di reggiseno, ricorrono subito al silicone.

  2. Se non altro non rischi di fare confusione. Che poi, ora che mi ci fai pensare, tra la medusa e la protesi al silicone c’è una certa affinità.

  3. E’ la principale attrazione turistica. Inoltre, una volta sciolte al sole, si possono usare come gel per i capelli.

  4. Mai punto da una medusa, tiè! E comunque per non distinguere un maschio da una femmina ce ne vuole…

  5. Mai punto da una medusa, tiè!

    Io credo di non avere una sola parte del corpo che non sia stata toccata almeno una volta da una medusa. Ho persino un braccio pietrificato.

  6. Magari in qualche catapecchia con tre figli in braccio, un marito in canottiera sdravaccato sul divano e una gran voglia di farla finita.

  7. Oppure sta leggendo questo blog con un serafico sorriso stampato in volto. In verità ti dico che la punizione non era per il sollievo sull’omosessualità presunta (comunque presumibile se parte del fascino della fanciulla si doveva appunto alla sua androginia), bensì per la cattura delle meduse, di cui la piccola Tadzio transgender si rese complice. Molti elementi ci portano ad ipotizzare una vendetta da parte di queste eteree forme di vita, note ad ogni era per la propria bastardaggine.
    Un profetico saluto a te, o Emme! Ma se ti dico che talora sei poetico, ti arrabbi?

  8. Se a questa vendetta aggiungiamo tutti gli altri sfortunati episodi che mi hanno visto coinvolto con le suddette creature del mare, mi verrebbe da dire fottute meduse del cazzo, tanto per usare un’espressione poetica.

  9. Che poi ciò che conta non è che tu fossi attratto da una bambina senza sapere che fosse tale, ma che ti sentissi attratto partendo dall’idea che fosse un maschietto. O no?

  10. No, allora, diciamola tutta. Inizialmente mi domandavo se fosse un maschio o una femmina. Siccome non riuscivo a trovare una risposta, ho provato a chiederlo direttamente a lei. Lei però non volle soddisfare la mia curiosità, perché trovava esilarante il fatto che io nutrissi questo dubbio. I suoi gesti e il suo sorriso erano molto femminili, ma il suo fisico decisamente androgino. Anche il suo modo di socializzare era più simile a quello di un maschietto. E quindi mi convinsi che fosse del mio stesso sesso. Ma ciò che trovavo affascinante probabilmente era quella femminilità che riusciva comunque ad emergere. Tutto questo mi ha mandato fuori di testa.

  11. Se ripenso alla mia triste infanzia, a quando mia madre mi rapò i capelli a zero e tutti mi scambiavano per un bambino, potrei quasi azzardare che una volta ti regalai una medusa.

  12. Questa bambina dal sorriso accattivante che ti ha lasciato consapevolmente il dubbio sulla sua sessualità non può che essere un genio perverso. Mi piacerebbe conoscerla… Per il resto concordo con Agony, sei molto poetico e vagamente romantico. Io da piccolo ero molto meno romantico, un giorno ti racconterò.

  13. Era una ragazza molto spigliata, considerata l’età. Di certo più di quanto non lo fossi io. Non escludo che potesse avere qualche anno in più, ma in ogni caso questa sua disinvoltura ne aumentava il fascino.

  14. Era una ragazza molto spigliata, considerata l’età.

    Più che altro, considerata l’età, è già difficile chiamarla ragazza.

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